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Lo scompenso
cardiaco è una
condizione clinica ad elevata prevalenza nella popolazione
generale ed in particolare nei pazienti anziani. Dati
epidemiologici dimostrano che la percentuale di pazienti
affetti da scompenso è simile a quella dei pazienti
diabetici.
Negli Stati Uniti, dove esistono dati raccolti
sistematicamente da molti anni, si stima che oltre 3 milioni
di abitanti siano affetti da scompenso cardiaco.
Nonostante il successo delle strategie di prevenzione della
malattia coronarica, la dimensione del fenomeno è peraltro
in crescita per diversi fattori:
- l'aumento della età media della popolazione;
- il miglioramento delle cure per quanto riguarda le
sindromi coronariche acute; i successi terapeutici in questo
campo hanno fatto sì che ci sia un maggior numero dì
pazienti dimessi vivi dopo infarto o angina instabile e che
quindi i potenziali esposti ad eventi nel corso del
follow-up siano in numero sempre maggiore. Lo scompenso
cardiaco determina rilevanti problemi sia in termini di
sopravvivenza, che di qualità della vita, che di
assorbimento di risorse assistenziali. Riguardo a queste
ultime, è noto come i pazienti con scompenso cardiaco siano
costretti ad essere ospedalizzati con grande frequenza per
il ripetersi di instabilizzazioni delle loro condizioni
emodinamiche.
Non è solo il numero delle ospedalizzazioni ad essere rilevante ma anche
la durata della degenza che in questi casi supera largamente
quella dell'infarto miocardico (12 giorni contro 7). Esiste
inoltre la necessità di essere ricoverati altre volte nel
corso dell'anno che segue un primo episodio. È ovvio che
tutto questo non può non interferire con i costi correlati
alla gestione di questa situazione clinica. Ma l'indicatore
che meglio di tutti evidenzia la gravità della condizione
clinica "scompenso cardiaco" è la elevata mortalità.
Un test facilmente eseguibile per valutare lo scompenso è la
frazione di eiezione, valutata con esame
ecocardiografico. Tale metodica evidenzia una depressa
funzione sistolica del ventricolo sinistro nel 76% dei casi,
mentre una frazione di eiezione >40% è presente nel 25% dei
pazienti.
I pazienti con pressione arteriosa sistolica <100 mmHg erano
il 3,3%.
L'assenza di segni dì compromissione della funzione
ventricolare sinistra in oltre un quarto dei pazienti con
diagnosi di scompenso cardiaco è un dato molto interessante
e che fa riflettere sul fatto che per questi pazienti non vi
siano in letteratura studi specifici di trattamento.
Lo scompenso
cardiaco rappresenta una voce di "Bilancio" davvero elevata
per i motivi sopra esposti. Una analisi più dettagliata dei
costi ci viene da questa analisi svolta nel Regno Unito: il
1,2% circa della spesa nazionale per la salute è utilizzata
per i casi con scompenso cardiaco. II 60% della spesa totale
è dovuto alle ospedalizzazioni, circa il 16% alla esecuzione
di esami strumentali, il 7,5% ai farmaci.
A cura di Gianfranco Lilla -
Medico di Medicina Generale - SORA
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