Comitato commercianti di Sora
-Sora sud -
Reperto in
Madonna delle Grazie
Oggetto: piazza Ortara ci
libererà dai Barbari?
Un reperto lungo appena un
metro, è parte del muro che porta alla chiesa della Madonna
delle Grazie a Sora, di origine certamente antichissime, testimonia la
presenza di una casa importante sul colle che sovrasta Sora. Nei secoli
scorsi, terremoti e barbari, hanno più volte distrutto e
saccheggiato la nostra città, che per merito dei suoi abitanti
è sempre rinata. Questo reperto testimonia la tenacia dei
cittadini di Sora che dopo le sconfitte e le distruzioni sono tornati a
ricostruire la città perfino con le macerie. Passano i secoli e
i barbari in questi anni sono stati i distruttori del ponte romano oggi
ponte di Ferro, della torre all’ingresso di Canceglie, di Torre
Vecchia, del palazzo dei Pezzenti e di tante altre case e monumenti
annientati per ignoranza o avidità. Parte da qui la mia proposta
per piazza Ortara. Costruire un muro o una colonna con le migliaia di
reperti, attualmente in discarica, che facevano parte del favoloso
tempio di Serapide, frantumato e nascosto qualche anno fa da persone
scellerate e malvagie. Bisogna che questo monumento resti ad imperitura
memoria di chi, per un proprio egoistico guadagno, ha negato per sempre
alla nostra generazione e a quelle future di godere di un bene
archeologico smisurato che poteva portare per sempre benessere a tutta
la città.
Per il resto il progetto presentato
dall’assessore Pacifico non si discosta dalle richieste fatte nei
mesi scorsi dai duemila sorani che hanno firmato la petizione che
chiedeva di riconsegnare la piazza ai sorani. Semmai il dibattito
aperto dovrà stabilire come la piazza potrà diventare il
volano per la rinascita del quartiere. E’ da scartare
l’idea delle mega strutture. Nessun architetto con un po’
di cervello proporrebbe di costruire una grande sala per convegni
all’interno di un centro storico, per di più privo di
viabilità e parcheggi, utilizzabile per pochi giorni
all’anno, con grande disagio per i residenti (commercianti e
non). Inoltre credo che solo un megalomane possa pensare di iniziare
cento costruzioni senza avere i soldi per terminarne nessuna.
I quartieri di Canceglie e
Pianello devono ricominciare a viveri con le voci dei bambini e i
giochi dei ragazzi e non fa niente se qualcuno si infastidisce, quante
volte anche noi da ragazzi abbiamo infastidito gli adulti? Per questo
il progetto che mira a recuperare le abitazioni e le infrastrutture
all’interno del centro storico è più importante di
qualsiasi auditorium, chiedete ai commercianti se preferiscono avere i
cinquemila residenti che fino a venti anni fa abitavano Canceglie e
Pianello, oppure un auditorium da usare cinque giorni l’anno!
La città ha invece
bisogno di certezze, di strutture realizzabili. Ha bisogno di
recuperare i quartieri e le periferie, ha bisogno di diventare corpo
unico. I cittadini di questa città nei secoli hanno saputo
ricostruirla cento volte, questa sarà una volta di più.
L’importante è che a deciderlo siano i cittadini non gli
arroganti politici che zittiscono tutti in virtù di una presunta
importanza. Il merito di Piazza Ortara è stato
quello di avere “liberato tutti” dalla
presenza di personaggi pesanti e scomodi per la città.
Sora, lì 20 ottobre 2006
Il
presidente Pio Conflitti
Via Napoli n° 64
03039 Sora (FR)