Comunicato Stampa
 
COMUNE DI VICALVI
Provincia di Frosinone
 
Assessorato alla Tutela Ambientale
 
Oggetto: disservizi ATO  5
 
Dopo le inutili e numerose telefonate, fax ed e-mail rivolte alla società ATO 5, che si occupa di gestione della rete idrica, dopo due mesi di attesa per un semplice intervento, mi accingo ad informare la stampa, non trovando altro metodo per indurre il gestore ATO 5 ad effettuare la sostituzione di un tombino posto al centro della carreggiata tra le contrade Delicata e Mortale a Vicalvi.
Il tombino attuale è in cemento o meglio era in cemento, perché è totalmente frantumato con un foro che raggiunge i cinquanta centimetri di lato. La buca è estremamente pericola, infatti si trova dopo un incrocio, oltre un dosso e una curva e solo il caso ha voluto che finora non sia avvenuto nessun incidente grave.
L’Ato che ha effettuato un sopralluogo nel luglio scorso dovrebbe soltanto cambiare il coperchio in cemento con uno in ferro. Un intervento semplice e rapido, ma che evidentemente non è possibile fare. Ci chiediamo perché.
La gestione privata del servizio idrico, nelle intenzioni, avrebbe dovuto portare maggiori costi, ma un miglioramento notevole del servizio per gli utenti. Finora però abbiamo visto soltanto i maggiori costi!
Ci viene spiegato che la maggior parte delle risorse finanziarie della società viene impiegata nelle spese per il personale. Se così fosse in due mesi avrei avuto dieci tecnici per risolvere un così banale ed importante problema.
Inoltre perché l’URP (ufficio relazioni pubblico ) della ATO non fornisce agli uffici comunali di Vicalvi la “carta dei servizi” richiesta tanto tempo fa? In quel modo potremmo rivalerci sui tempi non rispettati per le riparazioni e consigliare i nostri concittadini sui ricorsi da proporre.
Devo perciò constatare che il problema della gestione privata delle risorse pubbliche è un problema ideologico e sostanziale allo stesso tempo. Per esempio: il servizio idrico con il passaggio di gestione al privato ha trasformato l’acqua in una merce che, utilizzata o dispersa, viene sempre pagata dall’utente finale. Perché allora il gestore dovrebbe perdere tempo nella manutenzione delle condotte se il risparmio non rientra tra i parametri di efficienza?
Problemi insolubili solo se non si ha fantasia amministrativa. Basterebbe restituire ai comuni la gestione dei piccoli lavori di manutenzione per risolvere la maggior parte dei problemi. Ma il bene acqua e la gestione del suo uso non si risolve soltanto migliorando la gestione del servizio, che per il  momento rimane pessimo, l’acqua insieme all’aria è un bene collettivo indispensabile, un diritto e non una merce.
Vicalvi, lì 24 agosto 2006                                                                 L’assessore
                                                                                                       Pio Conflitti