Sora 11  Giugno  2007 --- dal   Comitato S. O. S. Serapide
 
Jurassic Park  di Sora!

Un recente ed interessante articolo di giornale a firma di Pietro Margotta, ha risvegliato in me molti
ricordi, relativi alle diverse tracce preistoriche nel comprensorio sorano. 
 

E contemporaneamente, visto anche i contenuti di tale articolo, mi sono posto ulteriori interrogativi,
ai quali, detto molto sinceramente e da sorano affettivo, non so che cosa rispondere.
La storia di quello che è avvenuto, con la scoperta di tali  tracce preistoriche, è come una costante
che da queste parti si ripete identica, in tutti i ritrovamenti archeologicamente più importanti, fino a
diventare perfino grottesca e paradigmatica al medesimo tempo, anche perchè le incongruenze, che
si possono facilmente rilevare (sarebbe meglio chiamarle RAPINE …) e che si sono stratificate una
sull’altra in questi ultimi decenni, sono di natura elementare e totalmente disarmante.

Ma veniamo ai fatti. Nel 1962, a Valle Radice, nel punto esatto in cui è stata successivamente
realizzata la Chiesa dei Camilliani, il nostro compaesano Persichini Vincenzo (elettrauto, con
l’hobby delle ricerche archeologiche) scopre una profonda fenditura nel terreno, una specie di voragine
il cui ingresso era abbondantemente occluso e coperto dai lapilli.  Una voragine naturale, che ha
sicuramente rappresentato come una vera e propria trappola per molti animali, i quali ivi precipitati
non potevano più uscirne.
Apertosi un pertugio e ben determinato a vedere che cosa contenesse, preso il coraggio a due mani
e dimenticandosi quasi totalmente degli eventuali pericoli, riuscì a calarsi e a penetrarvi con molta
curiosità… e vi scoprì numerose, strane, ed enormi ossa, che fin dalle prime analisi non faceva
fatica a capire che risalivano alla notte dei tempi, quando l’uomo ancora non esisteva! 
Infatti, erano le ossa ben conservate di un Mammuth e di diversi altri animali di quell’epoca, che
secondo gli studiosi risalgono pressappoco tra i  5 milioni  e i 6 milioni e mezzo di anni fa, e quindi
ad un periodo che viene classificato tra il Pliocene e il Pleistocene. 
       
               
     
Successivamente a tale ritrovamento, il bravo Persichini, e a giusta ragione (come possiamo dimostrare dalle fotografie dell’epoca)
dimostrò molta euforia; e purtroppo, come diceva anche Fabrizio De Andrè, “una notizia così originale, non ha bisogno di alcun giornale …”
e la cosa giunse all’orecchio degli uffici della nostra Soprintendenza, la quale mandò dal Persichini alcuni suoi ispettori, che confiscarono
immediatamente tutto quanto il nostro concittadino aveva ritrovato. 
Successivamente, sappiamo, furono condotti studi e scavi approfonditi dalla Soprintendenza del Lazio, nella zona di quel ritrovamento, e
così furono ritrovate ulteriori numerosissime testimonianze, di quelle epoche così  remote sul nostro territorio.

Giova forse ricordare, che per simili ritrovamenti, lo scopritore avrebbe diritto a una “cospicua somma” come premio dallo Stato?
Giova forse ricordare, che questi ritrovamenti sono stati fatti a SORA e che dovrebbero essere proprietà di SORA?
Certo non ci sfugge che il sunnominato Museo, è forse il più professionalmente adatto, perchè specializzato nel catalogare il
particolarissimo materiale preistorico etnografico.

Detto questo però, ci sembra perlomeno strano, che al  Museo Luigi Pigorini di Roma possano gestire e millantare di aver fatto così
importanti ritrovamenti …e far pagare un biglietto (vedere il N. B. in appendice …) che potrebbe invece essere beneficio del NOSTRO
MUSEO e per il turismo nel nostro territorio!
Perché allora, non richiedere alla nostra Soprintendenza, la restituzione a SORA, di tali ritrovamenti, ma anche di tutto quanto è stato
effettivamente ritrovato e tolto, di volta in volta, in tanti e tanti anni “con la solita sfacciata destrezza rappresentativa” da tutti coloro che
gestiscono gli uffici romani e quelli del nostro capoluogo?

Il Comitato S. O. S. Serapide, desidera rivolgere questo particolare e pressante interrogativo alla nostra Amministrazione
e all’Assessore Bruno La Pietra!

E attendendo con trepidazione una gentile risposta, augura che per il bene di Sora, da ora in avanti, vi sia
la possibilità di  far sentire alla Soprintendenza, un più pressante stimolo a non portar via da SORA
(se non facendo controfirmare alla medesima, un’apposita documentazione di tutto quanto essa desidera
trasferire a Frosinone e a Roma, per eventuali analisi …)  quello che è di indubbia proprietà  di  SORA e
del nostro comprensorio!

A nome e per conto del Comitato S. O. S. Serapide
Il presidente Otello Martini  e
Il Vice Presidente Vincenzo Recchia

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P.S.
I contenuti fotografici di questa nostra analisi, si possono meglio  visualizzare ed  estrarre da questo link: 
http://www.soramigliore.com/index.php?option=com_content&task=view&id=50&Itemid=29
 
N. BMuseo Luigi Pigorini, Piazzale Guglielmo Marconi 14   Roma.

Orario: dal martedì al venerdì ore 9-14, sabato e domenica 9-20. Chiuso il lunedì. Info: tel. 06.549521, fax 06.54952310.
Biglietto: intero € 4, ridotto € 2 per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti
con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali. Ingresso gratuito ai cittadini dell’Unione Europea sotto i 18
anni e sopra i 65 anni; ai docenti e agli studenti delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali,
scienza della formazione, lettere e filosofia (indirizzo archeologico o storico-artistico).
Considerato l’elevato afflusso, le scolaresche devono obbligatoriamente prenotare la visita. 
 
E  tra le diverse  altre  cose,  possiamo perfino  notare, che dal medesimo sito web di tale importante  museo
http://www.pigorini.arti.beniculturali.it/index.html   si afferma anche  che:
 
Il Museo

Grande o modesto, nazionale o locale, pubblico o privato, il museo deve interrogarsi sulla sua vocazione,
sullo sviluppo delle sue collezioni e del suo pubblico, sul suo ruolo nella città o nella regione, sul suo
posto sulla scena nazionale e internazionale.
In breve, il museo, ogni museo, deve definire la sua missione, il suo progetto culturale. 

 
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