Un recente ed interessante articolo di giornale a firma di Pietro Margotta, ha
risvegliato in me molti
ricordi, relativi alle diverse tracce preistoriche nel comprensorio sorano.
E contemporaneamente, visto anche i contenuti di tale articolo, mi sono posto
ulteriori interrogativi,
ai quali, detto molto sinceramente e da sorano affettivo, non so che cosa
rispondere.
La storia di quello che è avvenuto, con la scoperta di tali tracce
preistoriche, è come una costante
che da queste parti si ripete identica, in tutti i ritrovamenti
archeologicamente più importanti, fino a
diventare perfino grottesca e paradigmatica al medesimo tempo, anche perchè le
incongruenze, che
si possono facilmente rilevare (sarebbe meglio chiamarle RAPINE …) e che si
sono stratificate una
sull’altra in questi ultimi decenni, sono di natura elementare e totalmente
disarmante.
Ma veniamo ai fatti. Nel 1962, a Valle Radice, nel punto
esatto in cui è stata successivamente
realizzata la Chiesa dei Camilliani, il nostro compaesano Persichini
Vincenzo (elettrauto, con
l’hobby delle ricerche archeologiche) scopre una profonda fenditura nel
terreno, una specie di voragine
il cui ingresso era abbondantemente occluso e coperto dai lapilli. Una
voragine naturale, che ha
sicuramente rappresentato come una vera e propria trappola per molti animali,
i quali ivi precipitati
non potevano più uscirne.
Apertosi un pertugio e ben determinato a vedere che cosa contenesse, preso il
coraggio a due mani
e dimenticandosi quasi totalmente degli eventuali pericoli, riuscì a calarsi e
a penetrarvi con molta
curiosità… e vi scoprì numerose, strane, ed enormi ossa, che fin dalle prime
analisi non faceva
fatica a capire che risalivano alla notte dei tempi, quando l’uomo ancora non
esisteva!
Infatti, erano le ossa ben conservate di un Mammuth e di
diversi altri animali di quell’epoca, che
secondo gli studiosi risalgono pressappoco tra i 5 milioni e i 6 milioni e
mezzo di anni fa, e quindi
ad un periodo che viene classificato tra il Pliocene e il Pleistocene.
Successivamente a tale ritrovamento, il bravo Persichini, e a
giusta ragione (come possiamo dimostrare dalle fotografie dell’epoca)
dimostrò molta euforia; e purtroppo, come diceva anche Fabrizio De
Andrè, “una notizia così originale,
non ha bisogno di alcun giornale …”
e la cosa giunse all’orecchio degli uffici della nostra Soprintendenza, la
quale mandò dal Persichini alcuni suoi ispettori, che confiscarono
immediatamente tutto quanto il nostro concittadino aveva ritrovato.
Successivamente, sappiamo, furono condotti studi e scavi approfonditi dalla
Soprintendenza del Lazio, nella zona di quel ritrovamento, e
così furono ritrovate ulteriori numerosissime testimonianze, di quelle epoche
così remote sul nostro territorio.
Giova forse ricordare, che per simili ritrovamenti, lo scopritore avrebbe
diritto a una “cospicua somma” come premio dallo Stato?
Giova forse ricordare, che questi ritrovamenti sono stati fatti a SORA
e che dovrebbero essere proprietà di SORA?
Certo non ci sfugge che il sunnominato Museo, è forse il più professionalmente
adatto, perchè specializzato nel catalogare il
particolarissimo materiale preistorico etnografico.
Detto questo però, ci sembra perlomeno strano, che al Museo Luigi
Pigorini di Roma possano gestire e millantare di aver fatto
così
importanti ritrovamenti …e far pagare un biglietto (vedere il N.
B. in appendice …) che potrebbe invece essere beneficio del
NOSTRO
MUSEO e per il turismo nel nostro territorio!
Perché allora, non richiedere alla nostra Soprintendenza, la restituzione a
SORA, di tali ritrovamenti, ma anche di tutto quanto è stato
effettivamente ritrovato e tolto, di volta in volta, in tanti e tanti anni
“con la solita sfacciata destrezza rappresentativa” da tutti coloro che
gestiscono gli uffici romani e quelli del nostro capoluogo?
Il Comitato S. O. S. Serapide, desidera rivolgere questo particolare e
pressante interrogativo alla nostra Amministrazione
e all’Assessore Bruno La Pietra!
E attendendo con trepidazione una gentile risposta, augura che per il
bene di Sora, da ora in avanti, vi sia
la possibilità di far sentire alla Soprintendenza, un più pressante
stimolo a non portar via da SORA
(se non facendo controfirmare alla medesima, un’apposita
documentazione di tutto quanto essa desidera
trasferire a Frosinone e a Roma, per eventuali analisi …) quello che
è di indubbia proprietà di SORA e
del nostro comprensorio!
A nome e per conto del Comitato S. O. S. Serapide
Il presidente Otello Martini e
Il Vice Presidente Vincenzo Recchia
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P.S.
I contenuti fotografici di questa nostra analisi, si possono meglio
visualizzare ed estrarre da questo link:
Orario: dal martedì al venerdì ore 9-14, sabato e domenica 9-20. Chiuso il
lunedì. Info: tel. 06.549521, fax 06.54952310.
Biglietto: intero € 4, ridotto € 2
per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per
i docenti
con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali. Ingresso gratuito ai
cittadini dell’Unione Europea sotto i 18
anni e sopra i 65 anni; ai docenti e agli studenti delle facoltà di
architettura, conservazione dei beni culturali,
scienza della formazione, lettere e filosofia (indirizzo archeologico o
storico-artistico).
Considerato l’elevato afflusso, le scolaresche devono
obbligatoriamente prenotare la visita.
E tra le diverse altre cose, possiamo perfino notare, che dal
medesimo sito web di tale importante museo …
Il Museo
Grande o modesto, nazionale o locale, pubblico o privato, il museo
deve interrogarsi sulla sua vocazione,
sullo sviluppo delle sue
collezioni e del suo pubblico, sul
suo ruolo nella città o nella regione, sul
suo
posto sulla scena nazionale e internazionale.
In breve, il museo, ogni museo, deve definire la
sua missione, il suo progetto culturale.
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