SANITA’ LAZIO – RELAZIONE –
di Gianfranco Lilla -
Fare
proposte per la Sanità della nostra regione è
diventato un rituale alquanto complicato. Il deficit di oltre 10
miliardi di euro ( circa il 38% dell’Italia intera –
Il Sole 24 ore - ) comporta
una riflessione per lo meno fuori dal normale. C'è necessita,
quindi, di ragionare sulla base del forte disavanzo specificato.
Di conseguenza,
se non si evitano interpretazioni ideologiche o campanilistiche, si
rischia di cadere in demagogia pura
L’esperienza
della passata amministrazione dimostra che la strada primaria da
percorrere è la razionalizzazione delle spese con tagli
strutturali che permettano di spostare l’assistenza sanitaria dal
classico ospedale al territorio. I tagli ai posti letto, quindi alle
strutture ospedaliere, dovranno avere un percorso inverso e
parallelo nel territorio dove, riorganizzando la rete dei Medici di
famiglia, è possibile mantenere un certo livello essenziale
d’assistenza.
Purtroppo, però, il blocco che il Governo Berlusconi ha varato sui contratti di lavoro nel settore pubblico, se riguarderà anche i medici di famiglia, non potrà che portare ad una accentuazione dei parametri di spesa poiché solo attraverso il progressivo sviluppo della medicina di iniziativa nei confronti dei malati cronici, della prevenzione, della continuità assistenziale, dell'assistenza domiciliare e dell'integrazione socio-sanitaria può essere evitato o ritardato il ricorso alle più costose cure ospedaliere.
Ne consegue
che il potenziamento dell'Assistenza Primaria, nell'ambito della
quale operano i professionisti convenzionati rappresenta, per il
Servizio Sanitario Regionale, un'esigenza improcrastinabile per la
sostenibilità dello stesso e dell'intero sistema di tutela
della salute della Regione.
In una relazione di circa 5 anni fa (
epoca dei DS, presente anche M. Buschini- motel Valentino – Sora )
parlai delle necessità di riorganizzare la rete ospedaliera
provinciale in 3 ospedali d’eccellenza ( Sora-Frosinone-Cassino )
e con alcuni punti di “primo soccorso” dislocati nel territorio.
Il grande
disavanzo attuale della Sanità dimostra come sia necessario
percorrere tale strada ed evitare, di conseguenza, pericolosi aumenti
di tasse dirette ed indirette che, agendo sulle tasche dei cittadini,
potrebbero acuire l’attuale crisi economica. Chiudere i piccoli
Ospedali riorganizzando la rete di pronto soccorso spostando il
personale nei tre ospedali suddetti ed organizzarli con reparti
eccellenti e diversificati rappresenta, oltre che una soluzione per
l’economia regionale, un grosso traguardo di progresso qualitativo
dell’assistenza sanitaria.
Pochi
sanno, ad esempio, che l’ASL di Fr vanta un debito di molti milioni
di euro ( almeno otto nel 2009 ) con l’ASL di Avezzano nel cui
Ospedale tanti cittadini ( soprattutto del Distretto C di Sora ) si
recano per prestazioni da noi inesistenti. Parlo ad esempio della
neurochirurgia e dell’angiochirurgia e di altre come l’allergologia
e l’endoscopia digestiva di livello avanzato, come ad es. la
gastroscopia con sondino nasale, molto meno invasiva della classica
per bocca. Per non parlare dei servizi eccellenti di ematologia ed
oncologia.
Ed è
proprio da questi dati che bisogna partire: riorganizzare i nostri
ospedali in modo tale da evitare l’emigrazione passiva in Abruzzo
che crea ulteriore passivi di bilancio per l’ASL FR e per la
Regione Lazio…
Sora,
Frosinone e Cassino sono dislocati in modo da essere raggiunti in
meno di 30 minuti da ogni angolo della nostra provincia. Pertanto,
progettando un sistema di trasporto pubblico dedicato, si può
offrire ai cittadini della Provincia una sorta di Policlinico
virtuale rispondente a tutte le necessità. Nel contempo
dislocare in alcuni ex ospedali ( divenuti tali… ) dei punti di
primo soccorso ed organizzare quei settori sanitari che creano
emigrazione in altre regioni sono il corollario di un sistema
sanitario provinciale altamente efficiente e razionalizzato nelle
spese.